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Careser e Pian Palù: le dighe della Val di Sole

La grande storia idroelettrica del fiume Noce

La Val di Sole è storicamente una terra che ha saputo trarre energia dall’acqua: dai mulini alle segherie, fino alle grandi derivazioni idroelettriche sorte tra gli anni Venti e Cinquanta del Novecento. In particolare, sono due le grandi dighe ancora oggi operative, entrambe in Val di Peio, quelle del Careser e di Pian Palù: luoghi che oggi sono anche meta turistica specie nella stagione estiva; il Careser nel classico giro al Rifugio Larcher al Cevedale, Pian Palù con lo splendido lago, assai frequentato e punto di partenza per escursioni sulle alte montagne circostanti, anche oltre i 3500 metri.

La Diga del Careser
Si trova a 2603 m sul livello del mare. Fu realizzata nel 1931 al fine di sfruttare le acque provenienti dal ghiacciaio del Careser a fini idroelettrici e il suo cantiere, popolato da decine di operai solandri, ha portato lavoro e una terribile malattia professionale, la silicosi. Il lago, ampio 0,48 kmq e con una profondità massima di 57 m per un volume d’acqua di 15 milioni di metri cubi, è racchiuso da una diga a gravità in calcestruzzo alta 57 m e collegata alla centrale di Malga Mare; essa sfrutta un salto di 635 m utilizzando una turbina Pelton per una potenza massima di 12 MW e una produzione annua di 27,7 GWh. Le acque in uscita dalla centrale vengono poi convogliate insieme a quelle del Noce verso la centrale di Cogolo.
In particolare, proprio questo edificio, in località Pont, è un pregevole esempio di architettura industriale. Una centrale unica e preziosa, definita la più bella d’Italia, perfettamente integrata in un ambiente naturale straordinario, che appare esternamente più simile ad un albergo alpino piuttosto che ad un edificio produttivo, con ampie sale finemente decorate con l’antica tecnica del graffito e all’esterno la figura di San Giovanni Nepomuceno, protettore dalle alluvioni, realizzata nel 1930 da L. Carelli.

La Diga di Pian Palù
Costruita sul corso del Noce Nero, essa contiene il bacino artificiale realizzato dalla società Edisonvolta S.p.a. di Milano negli anni ’50 del XX secolo, a 1800 m di altitudine, con una capacità di 15,5 milioni di metri cubi, una lunghezza di 1,8 km e larghezza di 0,5 km, con una profondità massima di 50 m.

 
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